False speranze sulla pubblicità

09.11.2017

Chi finisce per acquistare pubblicità da un venditore, finisce per comprare spazi su un cartellone, un giornale, una radio o una televisione locale.Limitandosi a comprare gli spazi per poi affidarsi "alla vena creative di un grafico o di un team di pseudo graficart".

Chi invece si affida alla mitica "agenzia di pubblicità", si trova ad avere a che fare con individui che si limitano a scimmiottare per una micro impresa o una PMI, il marketing e la pubblicità che viene fatta dalle grandi aziende, multinazionali quotate in borsa dai budget illimitati e inarrivabili per il povero malcapitato.

Quindi si finisce per spendere un sacco di soldi su concetti astratti come "diffusione del brand, immagine, presenza o peggio ancora viralità".

Solo che copiare il marketing delle grandi aziende è stupido quanto è stupido per uno scoiattolo cercare di comportarsi come un leone. 

Posto che le grandi aziende hanno le loro (stupide nella maggior parte dei casi) ragioni per fare marketing di immagine, creativo, istituzionale ecc... tu come piccolo imprenditore dovresti invece seguire una "dieta" per la tua pubblicità molto più semplice.

Ogni piccolo e micro imprenditore in Italia ha un unico scopo quando investe in pubblicità che è trovare più clienti per vendere di più. Fine.

 Quando una grande azienda invece stanzia un budget per una campagna pubblicitaria e si rivolge a un'agenzia, ha questo in mente come scaletta delle priorità:

1. Compiacere i membri del consiglio di amministrazione e i vari direttori (che non capiscono NULLA di marketing nella quasi totalità dei casi).

2. Compiacere gli azionisti, i fornitori e i partner.

3. Mostrarsi "fighi" per il mercato azionario.

4. Mostrarsi nel modo appropriato per i media.

5. Costruire "l'identità di marca".

6. Vincere premi ai vari festival della pubblicità.

7. Vendere di più. 

 
Quando un'agenzia di pubblicità accetta il tuo incarico o "vince la gara" per la tua campagna pubblicitaria ha come obiettivi in ordine:

1. Fatturare.

2. Compiacere i direttori sperando di ricevere altri incarichi in futuro (anche se compiacere le idee dei direttori è un danno per l'azienda).

3. Farsi pubblicità per sé stessi dicendo "Io ho fatto la campagna per l'azienda X".

4. Vincere premi ai vari festival della pubblicità.

5. Farti vendere qualcosa. 

Quando una grande azienda invece stanzia un budget per una campagna pubblicitaria e si rivolge a un'agenzia, ha questo in mente come scaletta delle priorità: 

1. Compiacere i membri del consiglio di amministrazione e i vari direttori (che non capiscono NULLA di marketing nella quasi totalità dei casi)

.2. Compiacere gli azionisti, i fornitori e i partner.

3. Mostrarsi "fighi" per il mercato azionario.

4. Mostrarsi nel modo appropriato per i media.

5. Costruire "l'identità di marca".

6. Vincere premi ai vari festival della pubblicità.

7. Vendere di più. 

Quando un'agenzia di pubblicità accetta il tuo incarico o "vince la gara" per la tua campagna pubblicitaria ha come obiettivi in ordine: 

1. Fatturare.

2. Compiacere i direttori sperando di ricevere altri incarichi in futuro (anche se compiacere le idee dei direttori è un danno per l'azienda).

3. Farsi pubblicità per sé stessi dicendo "Io ho fatto la campagna per l'azienda X".

4. Vincere premi ai vari festival della pubblicità.

5. Farti vendere qualcosa.

Quando una grande azienda invece stanzia un budget per una campagna pubblicitaria e si rivolge a un'agenzia, ha questo in mente come scaletta delle priorità:

1. Compiacere i membri del consiglio di amministrazione e i vari direttori (che non capiscono NULLA di marketing nella quasi totalità dei casi).

2. Compiacere gli azionisti, i fornitori e i partner.

3. Mostrarsi "fighi" per il mercato azionario.

4. Mostrarsi nel modo appropriato per i media.

5. Costruire "l'identità di marca".

6. Vincere premi ai vari festival della pubblicità.

7. Vendere di più.

La tua scala delle priorità invece è composta in questo modo:

1. Vendere di più. Adesso. 

 Come vedi, esiste un enorme conflitto tra le priorità di una grande azienda nel soddisfare l'ego di tutti i protagonisti coinvolti quando comprano una campagna marketing e le tue necessità legate al capire come farsi pubblicità per vendere di più nel minor tempo possibile.

Esiste inoltre un enorme conflitto di interessi tra ciò che è prioritario per te e chi ti vende una campagna pubblicitaria. 

Soprattutto nella quasi totalità dei casi nei quali parliamo di campagne a base "creativa" e non misurabile.Come micro, piccolo imprenditore, esercente, negoziante o libero professionista, che affidi direttamente il tuo marketing a qualche "agenzia" tradizionale o "web", devi seguire queste due semplici regole che ora ti mostro: 

1. Spenderai 1€ in marketing se otterrai indietro immediatamente dei nuovi potenziali clienti o 2€ velocemente e che possano essere tracciate e ricondotte direttamente e senza equivoco a quel 1€ che hai speso. 

  2. NON spenderai mai più 1€ in marketing e pubblicità che non ti porti indietro direttamente e velocemente nuovi potenziali clienti o 2€ €. 

 Sono due regole molto semplici che ho appreso agli inizi della mia carriera di marketer e che hanno costellato da sempre il mio cammino nel mondo del "come farsi pubblicità per trovare nuovi clienti". 

GLI SPOT devono esserre creati a risposta diretta, che vengono poi rimandati su promozioni specifiche, siti SPECIFICI e con numeri di telefono SPECIFICI e dedicati per quelle campagne.

La pubblicità intesa come "farsi conoscere", far sapere che esistiamo, la pubblicità di immagine, "istituzionale" e gli spot "creativi", così come tutte le cazzate che girano sul web quali "visibilità", "viralità", "instant marketing", "numero di click", "numero di visite al sito" ecc... non hanno nulla a che spartire con la tua necessità unica e immutabile che è:

  "Vendere qualcosa. Adesso". 

Una volta testata e trovata la forma di traffico più adatta a noi, si dovrà quindi decidere che azione vogliamo far compiere al nostro cliente.

Il principio di base è sempre il medesimo: creare un annuncio che faccia compiere al cliente un'azione, che è l'inizio di un processo magari in più step che lo porterà a diventare nostro cliente.

In ogni caso, ogni singolo modello di business ha bisogno delle stesse tre:

1. Una sorgente di traffico.

2. Una call to action chiara per fargli compiere un'azione 

  3. Una serie di azioni misurate e programmate a monte per trasformarlo in cliente.


ADESSO DEVO DARTI MIO MALGRADO, UNA BRUTTA NOTIZIA! In Italia infatti sono in pochi, anzi pochissimi i professionisti che possono permettere alla tua attività di aumentare le vendite e fidelizzare i nuovi e vecchi clienti.

E ti garantisco che quei pochi "Guru" che lo sanno realmente fare, per attuarlo nella tua attività ti chiederebbero cifre che solo le grandi aziende potrebbero permettersi! 

Ma Non ti preoccupare, io sono qui proprio per questo, aiutarti a raggiungere nuove persone, trasformarle in Clienti, fidelizzarli ed in fine farli diventare "senza alcuna ricompensa" dei tuoi promotori, cioè delle persone che parleranno bene di te e ti consiglieranno ai loro amici, famigliari e conoscenti.

Passo dopo passo porterò anche la tua attività verso l'ottenimento di un costante affluso di nuovi clienti, che si fidelizzeranno in modo automatico e che ti vedranno come il solo da cui poter acquistare quel prodotto o servizio. Aumenterai il valore dello scontrino medio. Il loro numero e di conseguenza aumenterai i tuoi ricavi

Cristian Lemmetti